Dopo quattro anni la terza trilogia dell’epica saga di Star Wars giunge al suo epilogo e con essa si chiude il capitolo della storia di Rey (Daisy Ridley), Poe Dameron (Oscar Isaac), Finn (John Boyega) e Kylo Ren (Adam Driver). La Resistenza si prepara alla battaglia finale contro il Primo ordine, guidato dal nuovo Leader Supremo Kylo Ren, che grazie ad un dispositivo Sith riesce ad arrivare nello sperduto pianeta Exegol, situato nelle Regioni Ignote. Qui il figlio di Han e Leia stringerà un’alleanza con un nuovo, potente, nemico della Resistenza: sorto dalle ceneri del passato grazie all’energia del lato oscuro della Forza, questa losca figura ha tramato nell’ombra per anni e ora grazie ad un’immensa flotta di incrociatori stellari è pronto a sottomettere l’universo sotto la bandiera di un nuovo Impero Galattico. Rey, Finn e Poe partono alla ricerca del dispositivo sith gemello, l’unico in grado di condurli su Exegol, per poter porre fine alla guerra.

Dopo aver diretto Star Wars: Il risveglio della Forza J.J. Abrams ritorna alla regia e il risultato non è purtroppo privo di sbavature. Rian Johnson, il regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi, aveva continuato la trilogia iniziata da Abrams dando alcune risposte e marcando con un tratto più deciso e definito le linee di contorno dei personaggi e del loro background. Impossibile non rivolgere il pensiero all’amara e inaspettata rivelazione di Kylo Ren sui genitori di Rey, “dei sporchi mercanti di rottami che l’hanno venduta per pagarsi da bere”. Parole dal retrogusto aspro eppure liberatrici perché Rey, pur non avendo una casa in cui tornare, aveva trovato un posto a cui appartenere, la Resistenza, e una nuova famiglia composta dai suoi amici e da Han e Leia.

Sembrava che il cerchio sul suo passato si fosse chiuso… e invece in Episodio IX assistiamo ad un’inversione di rotta, ad un colpo di scena che coinvolge non solo Rey ma estende la sua influenza a tutta la storia. Infatti il Leader Supremo Snoke, antagonista dei primi due capitoli, si rivelerà essere stato una marionetta sotto il controllo di un ben più oscuro e temibile nemico, legato proprio a Rey. Le scelte di trama per quanto logiche ad una prima visione non appaiono coerenti, come se si osservasse un dipinto espressione del puntinismo, che prende vita con tanti piccoli punti che regalano da lontano un quadro d’insieme organico, per poi scoprire che invece è emblema del divisionismo e i puntini sono diventati lunghe pennellate.

Non è presente nessuna forzatura, anzi ad un’analisi attenta le scelte di Abrams collimano perfettamente con l’universo narrativo di Star Wars e potrebbero essere considerate raffinate, ma spesso lo spettatore avverte una sensazione di discontinuità, appesantita dalla quasi totale assenza di alcuni personaggi emblematici in Episodio VIII, come Rose Tico (Kelly Marie Tran). Il genio creativo di Abrams colpisce ancora, lo script è in linea con il pensiero di George Lucas, consultato per la realizzazione della pellicola, eppure ad una prima visione permane la sensazione che il regista abbia rielaborato la visione di Johnson per farla propria. Ciononostante resta un grande regista e sceneggiatore mentre il cast dà prova del proprio talento recitativo. Gli attori sono migliorati e i loro personaggi maturati, in particolare Rey e Kylo.

Adam Driver è stato quasi una rivelazione: se nei primi due episodi Kylo era odioso e appariva quasi infantile, ora ha abbracciato un percorso di redenzione che lo nobilita e lo rivaluta. Una menzione particolare meritano le musiche di John Williams da sempre iconiche della serie: se c’è un punto fermo, una costante che non muta con il passaggio di testimone da una trilogia e l’altra sono proprio i suoi brani che conferiscono un’immortale grandiosità all’universo di Star Wars. Questo cosmo, nonostante alcuni episodi siano più avvincenti e più ispirati o più criticati e apprezzati di altri, è senza dubbio destinato a raccontarci nuove storie unendo più generazioni di appassionati, perché come tutti i grandi capolavori offre infiniti spunti narrativi prontamente colti da registi e scrittori che inizieranno: “Tanto tempo fa, in una galassia lontana”…