Captain Marvel è stato sicuramente uno dei cinecomic più attesi del 2019. Nella scena post credits di Avengers: Infinity War si lascia infatti intendere che Nick Fury, prima di sparire insieme a metà della popolazione mondiale a causa dello “schiocco” di Thanos, lanci un segnale proprio alla supereroina. Che sia lei l’ultima speranza degli Avengers rimasti in vita a combattere?

Un film quindi sicuramente necessario e fondamentale all’interno del Marvel Cinematic Universe, che amplia il suo già folto gruppo di personaggi con l’inserimento di una nuovo eroe. Allo stesso tempo colma alcune lacune e risponde a domande che i fan si ponevano ormai da molto tempo. Inevitabile, anche, l’omaggio a Stan Lee durante i titoli di testa.

Ma una pellicola necessaria anche per il periodo storico in cui viviamo. Dopo ben 11 anni dalla sua creazione, l’MCU rende protagonista assoluta una donna, a partire dal titolo. Figure femminili forti e di carattere ci sono state quasi fin dall’inizio del franchise, basti pensare a Vedova Nera\Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) o alle più recenti Gamora (Zoe Saldana) e Scarlet Witch\Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen), ma nessuna di loro era mai stata realmente una protagonista. Il processo di “emancipazione” verso un ruolo di primo piano inizia solamente lo scorso anno, con l’affiancamento, nel titolo e nel film, della supereroina Wasp\ Hope Van Dyne (Evangeline Lilly) al protagonista Ant-Man\Scott Lang (Paul Rudd).

Ma, al di la là del ruolo sociale e del posto che occupa nell’ MCU, Captain Marvel risulta essere una delle tante storie di presentazione di nuovi personaggi di casa Marvel e non brilla molto per la sua originalità. L’unica novità risulta essere che l’eroina in questione è già in possesso dei suoi poteri.

La pellicola,infatti, narra di Vers (Brie Larson), eroina che vive su Hala, capitale dell’impero Kree, che viene addestrata da Yonn-Rogg (Jude Law), capo di una starforce, a controllare i suoi poteri energetici e le sue emozioni. Un giorno, catturata degli Skrull, alieni mutaforma, inizia a ricordare il suo passato sulla Terra. Riesce a scappare, ma durante la fuga precipita proprio sul nostro pianete, negli negli anni ‘90. Inizierà così un viaggio alla ricerca dei suoi ricordi e della sua vera identità, aiutata da Nick Fury (Samuel L. Jackson) che, per la prima volta, viene a contatto con un vero supereroe.

La sceneggiatura non è di certo fra le più innovative, e viene portata avanti attraverso tutti i classici cliché dei film di supereroi: il protagonista che lotta con le proprie potenzialità e decide di combattere per la giusta causa, i buoni che si rivelano essere i nemici e viceversa. A cui si aggiungono le classiche trovate Marvel, come le battute per stemperare la tensione o qualche personaggio buffo, in questo caso il gatto Goose.

La regia di da Anna Boden e Ryan Fleck è curata ma piuttosto accademica e mancano grandi trovate ad effetto, a cui la Marvel ci aveva abituati nei suoi film più riusciti. Anche l’uso della CGI e la fotografia risultano inferiori rispetto agli standard della casa di produzione e il solo elemento degno di nota risulta essere il forte ringiovanimento di Samuel L. Jackson, qui nei panni di un personaggio noto al grande pubblico di circa vent’anni più vecchio.

Il punto di forza risulta essere proprio il personaggio di Carol Denvers\ Captain Marvel, a cui Brie Larson (premio Oscar per Room) presta il volto in maniera efficace e convincente. La sua storia personale viene tratteggiata in maniera molto dettagliata e ad ogni nuovo ricordo acquisito dalla giovane veniamo a conoscenza di un particolare fondamentale per la ricostruzione della sua storia. Tosta, tenace e combattiva, riesce a raggiungere tutti gli obiettivi che si è prefissata nella vita. Le altre due protagoniste femminili, la scienziata Wendy Lawson (Annette Bening) e l’amica e collega Maria Rambeau (Lashana Lynch)  rendono il film un inno al potere delle donne.

Se la cavano anche i comprimari maschili Samuel L. Jackson e Jude Law, che però nei film d’azione non risulta mai pienamente credibile.

Una pellicola in pieno stile Marvel, che diverte e intrattiene, senza però distinguersi particolarmente all’interno del MCU. Ma che colma una lacuna imperdonabile nel 2019 e riesce ad essere una risposta più che efficace a Wonder Woman (2017), forse unico caso in cui la concorrente DC si era trovata un passo avanti grazie ad una tostissima supereroina.