Gianni Colombo (Mirko Artuso) è un geometra che ha la premura di recuperare tutti i crocifissi lasciati appesi ai muri dei venti alberghi che, assieme all’amico, ex muratore e ora imprenditore edile Franco Rampazzo (Diego Ribon), vuole trasformare in residenze di lusso per ricchi pensionati provenienti da tutto il mondo. È il progetto ambizioso di un “paradiso senza Dio”, ma soprattutto l’occasione per entrambi di avere una rivincita sulla crisi del settore edile che negli ultimi anni ha colpito tutta l’Italia, e specialmente il nordest. Rampazzo è felice: ha un tatuaggio di una pala e un piccone sulla spalla, una famiglia che lavora con lui (moglie e due figlie, una capocantiere), una vita fatta di sacrifici. Colombo è un esploratore di terre abbandonate, silenzioso ma deciso, che però negli ultimi mesi non ha avuto molta fortuna nel lavoro. Appena ricevuti i finanziamenti necessari e l’aiuto di altri imprenditori, il progetto parte e la macchina si mette in moto: il “business della vecchiaia” potrebbe essere la svolta di tutte le tessere del domino coinvolte. Ma c’è un altro imprenditore, dall’altra parte del mondo, che vuole mettere mano all’operazione. E le sue azioni potrebbero sconvolgere, se non rovinare, le vite di tutti i partecipanti.

Questo è l’Effetto Domino che Alessandro Rossetto racconta, con limpida schiettezza, in una storia cruda che sbatte in faccia allo spettatore un sottobosco di imprenditori approfittatori e guerrieri furbi che lottano in terre di nessuno. Il regista mantiene il tratto documentaristico della storia, ispirata ad eventi realmente accaduti, affiancandolo a una visione sarcastica, grottesca e quasi sorrentiniana del potere, della paura della morte, della distruzione fisica e personale. Il pregio di Effetto Domino risiede nella genuinità delle performance di un cast corale (in cui spiccano Maria Roveran, Nicoletta Maragno, Lucia Mascino e il grande Marco Paolini) che inscena una tragedia pronta a sgretolarsi in piccoli frammenti, crollando come crollano le impalcature degli imprenditori ingannati dai loro simili.

Adattato da un romanzo del 2013 di Romolo Bulgaro e presentato nella sezione “Sconfini” della 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, quello di Effetto Domino è un mondo in cui cane mangia cane, ma anche un mondo in cui chi parla di “cuore dritto” trafigge spietatamente quello degli altri. Non mancano i colpi di scena, i paradossi, la rabbia, i rimpianti, tutti accompagnati dalla narrazione di Paolo Pierobon e dalle musiche di Vivaldi, che troviamo in tutte e cinque i capitoli del film (più il meraviglioso e devastante epilogo). Effetto Domino non parla solo di hotel abbandonati, ma di gente abbandonata. E quella gente non si può ricostruire.