Il sipario si rialza. Come annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 15 giugno è la data ufficiale della riapertura delle sale cinematografiche in Italia. Una riapertura che conferma da un lato una comprensibile (e forse in questo momento indispensabile) voglia di ottimismo nella lotta al COVID-19, ma dall’altro solleva non pochi dubbi sulla sicurezza e sulle difficoltà che dovranno fronteggiare clienti ed esercenti.

La riapertura avverrà con le seguenti modalità: le entrate saranno scaglionate, con i posti limitati e disponibili solo a chi avrà prenotato online; in sala si dovranno rispettare tutte le misure di sicurezza, principalmente quella della distanza (probabilmente una o due poltrone tra uno spettatore e l’altro) e dell’uso della mascherina; nelle sale più piccole alcune file non saranno disponibili per le prenotazioni, e alla fine della proiezione l’intera sala dovrà essere completamente sanificata prima dello spettacolo successivo.

Il settore delle sale cinematografiche italiane ha subìto, nel trimestre marzo-maggio, perdite per circa 14 milioni di euro rispetto allo scorso anno. Una cifra enorme, che ha messo in ginocchio numerose piccole sale in tutta la penisola. E’ naturale che la notizia della riapertura sia un primo, timido respiro di sollievo per tanti esercenti del settore. Tuttavia, da un articolo apparso sul Corriere della Sera, pare siano già sorti i primi dubbi che potrebbero minare una riapertura totale. Il punto è che riaprire una sala ha i suoi costi, soprattutto se si tratta di una struttura indipendente, e questi costi rischiano di schiacciare economicamente le realtà già toccate dall’attuale crisi. Se il numero dei clienti non può in alcun modo supportare un investimento di questo tipo, per alcuni cinema la riapertura sarà semplicemente impossibile.

Ma il problema non si pone solo per gli esercenti: la stessa esperienza di visione di un film in sala potrebbe essere compromessa. Il tempo impiegato per la sanificazione andrà a inficiare il numero di spettacoli disponibili, e con il distanziamento e la diminuzione dei posti il concetto di cinema in compagnia (motivo per il quale molti italiani preferiscono il grande schermo) è totalmente escluso.

A questo punto la domanda è… tutto questo conviene? Conviene aprire a queste condizioni? Conviene andare al cinema sapendo che le vigenti regole di sicurezza potrebbero rovinare un’esperienza magica come quella di un film in sala? Se l’emergenza Coronavirus dovesse continuare come in questi giorni, la risposta la sappiamo già. Tuttavia, il 15 giugno è ancora lontano. Ne riparleremo tra poco meno di un mese.