Lilli e il Vagabondo è il primo live action Disney pensato unicamente per lo streaming. Dopo aver rilasciato a cinema numerosi rifacimenti in carne ed ossa dei suoi più famosi classici, la casa di produzione decide di inaugurare la sua piattaforma Disney+ con il remake di una delle sue pellicole più amate e citate, tanto da guadagnarsi persino un sequel.

La trama del film d’animazione viene rispettata e riproposta in maniera fedele. La storia viene ampliata solamente in pochissimi momenti, per portare la durata da 74 a 104 minuti. Delle canzoni originali viene mantenuta solamente la più iconica, Bella Notte (Dolce sognar), che fa da sfondo musicale alla famosa scena del  “ristorante”, in cui i due protagonisti condividono un piatto di spaghetti con le polpette, sotto un cielo stellato e cullati dalle note suonate da due camerieri. Anche il tema di fondo del classico del 1955 viene rispettato alla lettera: l’importanza di avere una “casa” e quindi una “famiglia”, messaggio che Lilli comprende nel momento in cui inizia a sentirsi abbandonata e Biagio, invece, quando comincia a provare dei sentimenti per la cagnolina, la quale lo accetta per quello che è realmente. Per Lilli casa è sinonimo di accoglienza, protezione e amore incondizionato, per il Vagabondo di libertà e avventura, essendo stato costretto a imparare a vivere per strada. L’incontro delle due visioni arricchirà la vita di entrambi e permetterà loro di comprendere il reale valore di sentimenti come la lealtà, la fiducia e il rispetto reciproco.

I doppiatori originali sono Tessa Thompson (Lilli) e Justin Theroux (Il Vagabondo), che riescono ad imprimere nei personaggi tutta la loro personalità. Per quanto riguarda il resto dei protagonisti, invece, risulta completamente irreale la scelta di rendere “Tesoro” (Kiersey Clemmons) una donna mulatta, dato che la pellicola rimane ambientata nella Londra dei primi del ‘900. Ancora una volta, il politically correct della Disney ci ha messo il suo zampino (ricordiamo la polemica in merito alla scelta di un’attrice di colore per interpretare Ariel, Hallee Baley, o la trama completamente stravolta di Maleficient, remake de La bella addormentata nel bosco, che riduce il principe Filippo a mera comparsa).

La distribuzione direct-to-video non ha intaccato la resa finale della pellicola, che avrebbe potuto essere trasmessa tranquillamente anche a cinema. Uno dei suoi punti di forza, infatti, risulta essere la fotografia, con sequenze di grande impatto visivo. Altra carta vincente è la scelta di far interpretare Lilli, Biagio, e gli altri cani da “veri” attori a quattro zampe, non ricorrendo all’uso della CGI, che invece aveva reso fin troppo “realistici” e artefatti i personaggi del recente remake de Il Re Leone.

La storia della cagnolina di “famiglia borghese” e del randagio dall’animo nobile rimane un’autentica favola con cui sognare ad occhi aperti. Un feel good movie adatto a tutta la famiglia, al contrario di molte trasposizioni recenti di altri classici, pronto a scaldarvi il cuore e a conquistarvi con una storia d’amore fra le più romantiche delle pellicole Disney. Sicuramente, nella sua semplicità, uno dei live action più riusciti, che ripropone la storia del corrispettivo film d’animazione senza stravolgerla e riuscendo ugualmente ad arricchirla.  Dopo molti remake che lasciavano perplesso lo spettatore sulla reale necessità della loro realizzazione (Il Re Leone), ed altri che della trama originale hanno mantenuto ben poco (Dumbo), Lilli e il Vagabondo restituisce il senso all’operazione cominciata sin dagli anni ’90 con La Carica dei 101 e dimostra che il vero punto di forza della Disney risiede nei messaggi delle proprie pellicole.